Il lavoro del futuro? È smart…working!

Il lavoro del futuro? È smart…working!

Contro il logorio della vita moderna e la schiavitù del badge la soluzione è il lavoro agile o smart working.

La nuova frontiera dell’organizzazione aziendale è già ampiamente operativa all’estero, e anche in Italia sta mettendo radici solide negli ultimi anni.

Nessuna semplice deduzione però: smart working non significa soltanto “lavorare da casa”, non equivale ad un regime di anarchia e soprattutto non mette in secondo piano l’importanza del rapporto azienda-dipendente. È tutto il contrario.

Smart working significa responsabilità, ottimizzazione dei tempi e focus sugli obiettivi.

Abbiamo chiesto un parere ad un “addetto ai lavori” che si occupa di gestire l’interazione tra azienda e dipendenti, mettendo al centro il valore-persona e studiandone le molteplici potenzialità in funzione produttiva. L’acquisizione e la gestione del talento è il suo pane quotidiano.

Lei è Martina Ercoli, Pan European Recruiter per Amazon Operations.

“Lo smart working rappresenta davvero il futuro del lavoro, sia per la generazione attuale e per quella che si troverà a lavorare tra un po’ di anni (Generazione Y o Millennials), sia per questioni logistiche e di generale taglio dei costi. Il lavoro virtuale e l’introduzione delle core hours, ad esempio, sono soluzioni in linea con la tendenza a bilanciare vita privata e lavoro. Tutto parte da questo equilibrio”.

E non parliamo solo di benefit per i dipendenti e ottimizzazione per l’azienda. Proviamo a pensare a come questo tipo di scelte possa produrre effetti positivi per tutto il sistema. “Contribuire ad evitare il congestionamento delle città nelle ore di punta, incentivare i consumi e rendere flessibile l’offerta dei servizi: se non sei più “bloccato” nello standard orario 9-17 puoi esercitare le tue funzioni di “consumatore”comprando beni e richiedendo servizi in tutte le ore del giorno. Non dimentichiamoci  del consistente taglio dei costi aziendali con meno uffici, meno postazioni, meno hardware”.

Anche l’indice demografico non può che beneficiarne. “Credo sia un grande vantaggio per i genitori che hanno così la possibilità di conciliare gli orari di lavoro con il tempo da dedicare ai figli. E si restringe il divario tra uomo e donna, nessuno dovrà rinunciare alla carriera!”.

Lo smart working è un valore aggiunto per l’azienda che deve però investire risorse nell’organizzazione e nel controllo del lavoro. “Le aziende sono chiamate a ripensare il tipo di rapporto che hanno con i loro dipendenti, sempre meno basato sulle regole e sulla presenza fisica ma improntato sulla delivery di un risultato. Sono altri valori come la leadership, la condivisione di uno scopo e la fiducia ad avere la meglio. L’unico limite che vedo, se ci riferiamo, ad esempio, ad un’azienda con tutti i suoi dipendenti dislocati per il mondo, è l’impossibilità di incontrarsi fisicamente, il “disengagement”. Per risolvere questo gap, bisogna investire nella motivazione e nel team work dei dipendenti”. 

By | 2018-02-28T10:52:16+01:00 Gennaio 25th, 2018|Smart working|